Cittadella dei Musei e Torre di San Pancrazio

La Cittadella dei Musei

La Cittadella dei Musei è il Polo museale della città di Cagliari, che annovera, disposti intorno a un'ampia corte centrale, diversi edifici deputati ad ospitare importanti esposizioni permanenti, mostre temporanee, convegni. L'area, già frequentata in età punica e romana, in età pisana era fuori dalle mura del Castello. Gli spagnoli valorizzarono quest'area in senso difensivo, costruendo un complesso sistema di fortificazioni. Nel 1522 si ebbero le ristrutturazioni più significative ad opera del cremonese Rocco Capellino. Nel XVIII secolo i piemontesi utilizzarono la Cittadella come arsenale. Al 1852 risale la sistemazione in stile neoclassico della Porta Arsenale, ad opera del generale Carlo Pilo Boyl, che si ispirò alla Porta del Popolo a Roma. In seguito al trasferimento dell'arsenale fuori dalle mura della Cittadella, questa assunse altre funzioni, da distretto militare a caserma, fino al 1943 anno in cui fu oggetto di pesanti bombardamenti durante la seconda guerra mondiale. Tra il 1965 e il 1979 l'area fu oggetto dei restauri degli architetti Libero Cecchini e Pietro Gazzola, che riorganizzarono il complesso cercando di preservare le memorie storiche ancora esistenti ma destinandolo a polo culturale per la città di Cagliari.
Attualmente la Cittadella ospita le seguenti strutture museali:


- il Museo Nazionale Archeologico e la Pinacoteca Nazionale nelle loro articolazioni,
- il Museo Civico d’arte siamese “Stefano Cardu”,
- il Museo Etnografico Regionale “Collezione Cocco”
- il Museo delle Cere anatomiche “Clemente Susini”
Alcuni locali inoltre ospitano il settore archeologico della Università degli studi di Cagliari.

Lo Spazio espositivo di San Pancrazio

Il complesso di San Pancrazio, le cui origini risalgono alla fine del 1400, nel corso dell’Ottocento divenne ospedale delle carceri ed in seguito deposito dei materiali della Soprintendenza Archeologica; viene finalmente valorizzato a partire dagli anni Trenta del Novecento grazie ad un progetto di Raffaello Delogu che prevedeva la destinazione dei suoi ambienti a scopi espositivi. Successivamente l’importanza storico monumentale del complesso ha indotto a ripensare la sua funzione in termini di museo. Con i fondi del gioco del Lotto sono stati effettuati adeguati lavori di restauro che hanno preservato le valenze architettonico difensive del complesso.