La mostra

Questo paesaggio nasconde il suo senso, ma ne ha uno che si vorrebbe indovinare: dovunque io guardi, leggo parole e cenni di parole, ma non so dove cominci la frase che scioglie l'enigma di tutti questi cenni, e mi viene il torcicollo a cercar di capire se essa va letta a cominciare di qua o di là. (F. Nietzsche, Umano, troppo umano, 11, Il viandante e la sua ombra).  

Un senso invece il paesaggio sardo lo possiede, esso è dato dalle oltre ottomila torri che nella loro unicità mediterranea sono percepite come elementi del paesaggio stesso. Difficile immaginare il paesaggio sardo senza nuraghi, già nel 1884 Charles Edwardes trovava impossibile scindere i due elementi: “Infatti, sia che ci trovassimo fra i boschi, oppure mentre ci si muoveva lungo un acquitrino prosciugato, oppure ancora ci si arrampicava su un altro spartiacque, si passava ogni tanto di fronte ad una costruzione simile ad una torre di guardia costiera o ad un mulino a vento con la sommità mozzata. Il viaggiatore che non si fosse preventivamente informato su questo tipo di edifici sarebbe rimasto fortemente impressionato. Questi, si sarà compreso, sono i famosi nuraghi della Sardegna...”

L'isola delle Torri vuole raccontare con un linguaggio nuovo la Sardegna nuragica, un'azione di comunicazione che i curatori hanno scelto di far veicolare anche sul web attraverso un sito dedicato e gli account sui social network. Il racconto dell'Isola viene scandito da elementi che caratterizzano il periodo nuragico: la pietra, il metallo, l'acqua. Saranno proprio questi elementi le guide che condurranno il visitatore lungo la via della conoscenza di una civiltà che ha impresso così marcatamente le sue tracce nel paesaggio sardo tanto da fondersi con esso in un unico suggestivo palinsesto diacronico. Tracce che non si identificano solo con i nuraghi ma anche con le altre espressioni architettoniche peculiari del periodo: pozzi sacri, santuari, tombe dei giganti. Con un grande lavoro di sintesi scientifica si è cercato attraverso l'esposizione di contesti noti e meno noti e la scelta di molti materiali inediti, di scandire il racconto con chiare segmentazioni cronologiche e tipologiche.

L'isola delle Torri vuole anche essere un omaggio ad un altro simbolo della Sardegna il “sardus pater” Giovanni Lilliu, che il 13 Marzo avrebbe festeggiato il suoi cento anni. Lilliu con i suoi studi e le sue scoperte ha consentito più di ogni altro studioso di approfondire il nostro sapere su questa civiltà che ha saputo conservare le sue tracce attraverso i secoli, e dai suoi lavori si deve partire anche per presentare, come farà la mostra, le più importanti novità delle ricerche archeologiche in Sardegna.